giovedì 17 ottobre 2013

Bianco, rosso e nero... e non sto parlando di calcio. Nè di vino.

Che l'estate fosse finita me ne ero accorto.

Difficile continuare a fare la stessa vita di prima.
Già il grigiore del tempo ti fa capire che "hey guy, the party is over".

Cmq non è del tempo che voglio parlare.

Il giorno del mio compleanno mi hanno regalato tre libri, una camicia decisamente troppo costosa per meritarmela e un paio di boxer colorati che fan sempre comodo.

Vorrei concentrarmi su un libro in particolare.

Fino a qualche tempo fa ero un lettore accanito di thriller. Perchè mi piacciono i racconti sulla crudeltà, sulla disperazione, sul dolore, insomma tutto ciò che racchiude il Nero. Non so come mai, ma il baratro esistenziale mi ha sempre affascinato.
Poi andando a vivere da solo ho perso enfasi, un po' perchè ho meno tempo e un po' perchè cincischio a in cose di casa.

Anyway.

Immaginate un amante del noir che straccia la carta regalo e dentro ci trova un libro che non fa parte, non solo dei suoi gusti, ma nemmeno del suo mondo.

Il libro in questione è Bianca come il latte e rossa come il sangue.

Guardo la Miki che me l'ha regalato.
"Leggilo, vedrai".

Ero molto titubante. Anzi no, non ero titubante, ero diffidente.
Leggo solo la prima frase del riassunto e vedo che parla di un sedicenne: "oddio che roba è??" penso.

Come posso leggere un libro dove il protagonista ha esattamente la metà dei miei anni? E' impossibile!

Vabbè. Fidiamoci.
Il primo fine settimana di grigiore, ho provato a tingere le mie giornate di bianco e rosso.

E mi ha emozionato.
Io non pensavo, non credevo e (sarò sincero) nemmeno volevo avere quel tipo di reazione con quel tipo di libro, eppure...

Come sempre bastano parole semplici per farti capire cose importanti. E' una lezione che non imparerò mai.

Vi dirò che mi sono vergognato con me stesso.

Ma mi ha fatto bene, mi ci voleva ritrovare emozioni diverse rispetto la bagordia dell'estate.

Ho offerto un aperitivo alla Miki.
E me la sono pure abbracciata!

Felice che la mia stupida diffidenza si sia sbagliata.

20 commenti:

  1. Ma che bello questo post! M hai incuriosito e magari il prossimo libro sarà proprio questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti capita lo leggi in due giorni :-)

      Elimina
  2. anche io ero scettica per i tuoi stessi motivi, poi quando l'ho letto mi sono emozionata. Esattamente come te :)

    RispondiElimina
  3. non l'ho ancora letto. ora fremo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' così scorrevole che ad un certo punto ti devi fermare per assimilare meglio l'importanza di ciò che dice.

      Elimina
  4. Ho sempre avuto i tuoi stessi gusti per la stessa identica questione sul Nero. Per i tuoi stessi motivi, da quando vivo da sola, leggo meno. E ho letto quel libro e ho fatto i tuoi stessi pensieri.
    Secondo me quelli dell'81 devono avere tutti qualche gene in comune :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hahahahaha tale e quale!
      Cmq gran classe la 81.
      Allora saprò a chi chiedere quando avrò bisogno di ritornare tra le righe cupe. :-)

      Elimina
  5. l'ho letto anche io, carino :)

    RispondiElimina
  6. Ho visto il film. Bello. Non lo consiglierei a chi si emoziona facilmente come la sottoscritta. Insomma è una bella mazzata nello stomaco. Ho gusti simili ai tuoi in fatto di libri anche se sono un'onnivora della carta stampata. Faccio un pensierino anche su questo... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il film non l'ho visto anche perchè non vorrei togliermi i ritratti che mi sono fatto in testa, che molte volte sono migliori di quelli proposti dalla tv. :-)

      Elimina
  7. Letto un po' di tempo fa, l'ho ordinato su ibs e poi l'ho atteso con amore, sapevo che mi sarebbe piaciuto e infatti non mi ha deluso, bellissimo il ritratto del protagonista :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, vero! :-)
      E' una storia delicata.

      Elimina
  8. Io l'ho letto non appena uscì...nonostante non sia propriamente il mio genere, mi è piaciuto. E il secondo di D'Avenia è ancor più bello e te lo consiglio vivamente (Cose che nessuno sa). Molte volte non è la storia in sé che ci colpisce, ma il messaggio che lascia. E secondo me D'Avenia è uno di quegli scrittori che con un linguaggio puro ed elegante, ma allo stesso tempo semplice, sa arrivare dritto al cuore. Almeno per me è stato così.
    Una non più sedicenne da un bel po'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, la soria diventa un contorno del messaggio che ti rimane alla fine.

      Elimina
  9. Tantissimo ammmore per questo libro!!
    Ho visto anche il film, ma non mi è piaciuto molto forse perchè, in questo caso, la parola aveva molta più potenza dell’immagine e del suono.
    Ah se ti capita vai a vedere anche il blog di D'Avenia, Prof 2.0...

    RispondiElimina
  10. il libro di qui sopra è un gran bel libricino...
    debbo dire che ho sognato di avere a che fare col professore più e più volte.
    comunque è proprio vero che con un buon libro non si sbaglia mai regalo...
    anche se sotto le brache è un po' scomodino...

    RispondiElimina